In Italia la procreazione assistita è più economica

I costi per la procreazione assistita in Italia sono inferiori a quelli delle cliniche ticinesi, motivo per cui è stato registrato un calo del 40 per cento.

Fino a qualche anno fa erano le coppie italiane a recarsi a Lugano per poter sottoporsi alla fecondazione eterologa che da loro era vietata ed erano circa 2700 l’anno.

Il medico cantonale aggiunto Danuta Reinholz ha spiegato che ora le cose sono cambiate

 negli ultimi due anni il trend si è invertito.

Il motivo è che la legge italiana è cambiata ed è

diventata molto liberale.

Secondo il dottor Luca Gianaroli dell’Iirm.

La domanda in Ticino è calata del 30-40 per cento generando una crisi nel settore.

Iirm dice Gianaroli che nei mesi scorsi ha dovuto subire

un forte ridimensionamento.

La totalità dei casi di sterilità femminile viene ora trattata nelle nostre sedi d’oltre confine»

Ci sono circa 70-80 casi l’anno di donne ticinesi che si recano all’estero (Spagna, Repubblica Ceca, Grecia e Italia) per la procreazione.

Qui in Svizzera non sono consentiti per legge la donazione ed il trapianto di ovuli femminili, mentre in Italia con la nuova legislazione molto più aperta di quella del passato è possibile e viene praticata nelle cliniche private della vicina Lombardia.

Una 40enne luganese, ha raccontato la sua storia dato che ha avuto un figlio un anno fa grazie alla donazione di un ovulo:

All’inizio non volevo sentirne parlare. Continuavo a provare senza avere una reale possibilità di risolvere la situazione, con la complicità di medici ticinesi che mi tenevano in un limbo di false speranze.

La neo-mamma dice che il problema:

è anche la mancanza di informazione. In Ticino se ne parla poco, ma sono molte le donne in carriera che, come me, non hanno altra scelta.

Ora sono felicissima e dire che prima temevo di non sentirlo come un figlio mio».

Conclude dicendo che potersi rivolgere ad una clinica in Lombardia era per lei

una condizione imprescindibile.

Fino in Spagna o Portogallo non potevo andare: è un’odissea. In Ticino? Sarebbe bello. Ma serve un cambio di cultura.

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